Michele Fiaschi, Studio BAEC: ripensare e ottimizzare i flussi di lavoro

Michele Fiaschi ha iniziato a scoprire il BIM nel 2014 durante la sua esperienza Erasmus in Portogallo e da quel momento ha seguito un percorso di studi e professionale sempre accompagnato da questa metodologia. La sua formazione ha attraversato corsi di studio universitari, master specifici ed esperienze lavorative in studi di Architettura, Ingegneria e Imprese di costruzione, sia in Italia che all’estero, e questo gli ha permesso di studiare le dinamiche di un progetto a trecentosessanta gradi. Oggi è BIM Coordinator presso Studio BAEC.

Quale è stato il suo percorso professionale che l’ha portata al BIM?
Dopo il primo approccio universitario al processo BIM, tramite il software ARCHICAD (Graphisoft), ho approfondito l’architettura parametrica e i primi sviluppi di programmazione visiva tramite Grasshopper per Rhinoceros (Robert McNeel & Associates), cercando di integrare i contenuti geometrici a dati informativi per la realizzazione di coperture leggere per concorsi di progettazione collaborando con écru Architetti. In una seconda fase ho voluto approfondire il software Revit (Autodesk) grazie al quale ho ottenuto accesso presso l’impresa Buia Nereo Srl entrando a far parte del team che si occupava dell’implementazione BIM in azienda e con cui l’associazione dei dati informativi ai contenuti geometrici ha ottenuto i migliori risultati. Oggi, dopo il MasterKeen BIM Specialist, ho acquisito le competenze mancanti in termini di flussi di lavoro, metodologie e processi BIM che unitamente ad approfondimenti di carriera, mi hanno permesso di diventare BIM Coordinator presso Studio BAEC.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Il BIM Coordinator, così come definito dalla normativa in merito (UNI 11337-7), in sintesi, è colui che si occupa dei flussi informativi e del coordinamento dei BIM Specialist, interfacciandosi con il BIM Manager, con la finalità di perseguire al meglio gli obiettivi di commessa. In questo ruolo il Coordinator deve disporre di buone capacità di team leading, hard e soft skills, nonché competenze riguardo le fasi di progettazione e costruzione così da poter comprendere ed eventualmente risolvere sia problematiche tecniche che pratiche, legate agli strumenti. Non manca il definire la fondamentale propensione alla formazione continua, alla volontà e capacità di crescita che, oggi nell’era digitale, ci porta attraverso un upgrade continuo di metodi e strumenti di lavoro digitali atti ad agevolare il flusso di lavoro quotidiano e grazie ai quali, anche in questo sfortunato periodo di pandemia legata al Covid-19, ci hanno permesso di poter proseguire con il nostro lavoro riducendo al minimo le difficoltà derivanti dalla collaborazione a distanza.

Come opera quotidianamente con quali strumenti e con quali obbiettivi?
All’epoca del mio ingresso in BAEC nel 2019 lo studio stava terminando alcune progettazioni completamente realizzate in BIM: si tratta prevalentemente di edifici e complessi residenziali a varia scala tutti sull’area di Milano, da piccoli interventi di grande qualità (Maroncelli 9 per Maroncelli 9 srl; Ca’Brea per Real Estate Milano srl) a grandi interventi di significativo impatto sulla città (Abitare in Maggiolina e Milano City Village per Abitare In spa).
Inoltre, lo Studio svolgeva già dal 2016 un’attività di coordinamento della ricerca e sviluppo per Abitare In Spa, importantissimo player nel settore residenziale milanese: si trattava di una importante consulenza che ha portato l’azienda ad adottare le metodologie BIM in tutto il processo, dall’ideazione alla produzione e addirittura alla gestione delle vendite. Quindi mi sono dovuto confrontare con una grande quantità di informazioni, procedure ed esperienze sul campo stratificate nel tempo, che in qualche modo necessitavano di essere riorganizzare e messe a sistema.
Studiando il metodo adottato sino a quel momento, ho potuto intravedere alcuni aspetti da approfondire e altri da implementare. Ricollegandomi alla domanda precedente, oggi, tra gli obiettivi principali dello Studio, troviamo la volontà di interrompere quel flusso gestionale e informativo che possa incombere in potenziali rallentamenti ed errori umani, dovuti al lavoro ripetitivo e all’elaborazione manuale di grandi quantità di dati e informazioni. In questo, il mio ruolo principale, oltre a quello di interfaccia tra Manager e Specialist, nonché di formazione e supporto ai colleghi per le esigenze di commessa, riguarda l’ottimizzazione dei processi tramite sviluppo di applicativi Dynamo e Python con l’obiettivo di standardizzare il metodo e di assumere un maggior controllo dei contenuti informativi in modo tale da renderli disponibile e iterabili anche in future commesse.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM all’interno della vostra azienda?
Studio BAEC è stato uno dei primi Studi in Italia ad adottare la metodologia BIM integrando all’interno dei propri processi, la gestione dei modelli informatizzati e l’introduzione dei flussi di gestione dei dati. Oggi l’approccio alle commesse tiene conto di tutte le figure coinvolte nel processo dalla committenza passando per i progettisti arrivando agli utenti finali. Non lavoriamo solo con sviluppatori, ma assistiamo anche le imprese di costruzione, come nel caso del progetto del ponte ciclopedonale sulla Navetta nella città di Parma, per Buia Nereo srl. Per questo abbiamo organizzato delle procedure flessibili che si adattino ai diversi progetti su cui lavoriamo. Quando possibile, in una prima fase, il progetto viene gestito attraverso la redazione dei documenti specifici quali: il Capitolato Informativo (CI), il BIM Execution Plan (BEP) – l’offerta di gestione informativa (oGI) e il piano per la gestione informativa (pGI) – con lo scopo di garantire una efficienza del lavoro e il soddisfacimento dei requisiti di commessa. Successivamente, per quanto riguarda i requisiti e i modelli informativi, si passa dalla creazione in ambiente Revit (Autodesk), al coordinamento e alla verifica delle interferenze, in Navisworks (Autodesk), all’estrazione dei contenuti informativi con l’applicativo ArchVISION RP (MCS) e alla parte di elaborazione di questi contenuti tramite Primus (Acca) per la parte di computazione estimativa. In fine, ma non per ordine di importanza, con BIM 360 (Autodesk) gestiamo la parte dedicata all’ambiente di condivisione dei dati, ACDat/CDE.

Mi può parlare di qualche progetto su cui sta lavorando?
Ho potuto lavorare sin dalle prime battute sul progetto residenziale Trilogy Towers sviluppato per Abitare In andando via via ad implementare i miglioramenti del processo. È stata un’esperienza molto interessante che ora si avvia alla fase di cantierizzazione. Occupandoci principalmente di residenziale e trovandoci spesso a reitarare caratteristiche comuni in più progetti, durante lo sviluppo di Trilogy Towers ho colto l’esigenza di semplificare i processi attivi nell’ottica di ottimizzare le tempistiche di realizzazione e di introdurre i dati informativi all’interno del modello. Considerando l’iter progettuale di ciascuna commessa elaborata dallo Studio, che tiene conto delle differenti fasi progettuali (preliminare, definitivo ed esecutivo) è stato necessario sviluppare uno script Dynamo e Python in grado di strutturare i dati delle componenti di modello quali ad esempio la codifica dei sistemi costruttivi (pavimenti, controsoffitti, muri, ecc.) ma anche la definizione dimensionale e tecnica dei materiali che compongono tali elementi. La richiesta, era quella di poter predisporre efficientemente la messa in tavola dell’abaco delle stratigrafie, sino a quel momento realizzate manualmente con l’ausilio di Autocad (Autodesk) con le rispettive problematiche che questo comportava in termine di mancanza di dati informativi e di interazione con il modello BIM. Attraverso lo Script Dynamo e Python, non solo siamo in grado di inserire tutti gli elementi della rispettiva categoria, all’interno della o delle tavole di progetto più rapidamente, ma così facendo, abbiamo la certezza di non commettere errori o di dimenticare di inserire anche solo un dato. In questo modo, tale dato, viene interiorizzato nel modello e sarà dunque sempre disponibile e interrogabile.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Sappiamo tutti quali siano le problematiche del settore delle costruzioni in Italia e soprattutto quali siano le dinamiche di interscambio tra i diversi attori che fanno parte del processo costruttivo, dal progettista al committente. Dal mio punto di vista, sino ad oggi, ogni professionista poneva un proprio segno distintivo all’interno di ciascun progetto creando così univocità e differenza ma questi concetti, se interiorizzati all’interno del flusso BIM, devono necessariamente essere rivisti. Oggi, abbiamo bisogno di stabilire e adottare degli standard, così come definiti dalle normative UNI, CEN e ISO, dei concetti comuni e dei documenti base uguali per tutti così da poter esser facilmente compresi da ogni componente di filiera ottimizzando e garantendo un flusso continuo e multidirezionale. In questo, la tecnologia BIM si pone come filo conduttore tra le parti, costituendo di per sé una “lingua” comune che attraverso l’ACDat, permette di accedere al dato e di attuare i processi collaborativi e cicli di approvazione legati alle esigenze di commessa. Là dove diventa possibile collaborare, rimane invece ancora difficile il controllo del livello qualitativo dei componenti della filiera e soprattutto del grado di adozione della metodologia BIM all’interno del proprio organico. Secondo me, sino a quando all’interno del processo, si avranno dei punti di debolezza, l’attuazione di un vero e proprio flusso BIM non potrà trovare una reale concretizzazione, rimanendo monco in qualche disciplina o vanificando l’impegno e lo sforzo di quelle parti che, invece, avevano ben studiato ad abbracciato il metodo. Nel mio prossimo futuro, mi auguro di trovare una maggior consapevolezza e un miglior approccio anche da parte delle amministrazioni pubbliche a questa tematica legata al mondo delle costruzioni, fiducioso che un suo utilizzo possa portare ad una vera e propria rivoluzione del settore in favore del nostro paese.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e nuove iniziative da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.