Nasce AINOP. Prime riflessioni e spunti di interesse

Con l’art. 13 del cd Decreto Genova è istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche denominato AINOP. Nell’attesa che il Decreto Legge n.109/18 termini l’iter per essere convertito in legge di seguito alcune considerazioni preliminari.

I recenti tragici fatti del viadotto Polcevera sembra abbiano definitivamente orientato i decisori politici sulla assoluta necessità di una adeguata conoscenza della consistenza e del grado di affidabilità delle opere pubbliche in capo alla Pubblica Amministrazione e realizzate/gestite dalle Stazioni Appaltanti e dalle Amministrazioni Concedenti.
Per quanto contenuto nel testo del decreto l’AINOP pur se gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sarà implementato anche sulla base delle indicazioni e degli indirizzi forniti da una pluralità di soggetti quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’economia e delle finanze e ANSFISA, sarà consultabile anche in formato open data, prevedendo anche la possibilità di raccogliere, mediante apposita sezione ,segnalazioni da sottoporre agli enti e amministrazioni che a qualsiasi titolo esercitano attività di vigilanza sull’opera.
Per quanto desumibile dall’analisi del testo, AINOP si connota quale esperienza riconducibile alla progressiva digitalizzazione delle opere pubbliche come avviata dal D.M. Ministero Infrastrutture e Trasporti 560/17 in coerenza anche con quanto dichiarato dal Ministro Toninelli nel corso del seminario organizzato da Federcostruzioni al Saie di Bologna dell’ottobre us, confermando nelle linee programmatiche del MIT, l’uso del BIM e dell’OPENBIM come metodo collaborativo tramite il quale gli appalti possono essere più trasparenti e la costruzione di opere, pubbliche ma anche private, più rapida e anche più economica. Nella stessa occasione il Ministro ha pure confermato come pure in corso di realizzazione l’opera possa essere monitorata nei suoi aspetti tecnico economici grazie alle informazioni che obbligatoriamente devono essere inserite nel giornale di cantiere (giornale dei lavori ndr) in tempo reale. Secondo le previsioni del Decreto Genova i dati e le informazioni sono forniti ad AINOP dalla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche BDAP o da altre banche dati pubbliche secondo modalità definite da un decreto ministeriale che definirà le modalità operative attraverso le quali, dal 15 dicembre 2018, i soggetti che a qualsiasi titolo gestiscono o detengono dati riferiti ad un’opera pubblica o all’esecuzione di lavori pubblici, rendono disponibili i servizi informatici di rispettiva titolarità per la condivisione dei dati e delle informazioni.
Lo scenario che si apre con AINOP pone però di fronte alla necessità di approfondimenti tecnici e giuridici che riguardano la particella elementare di informazione che alimenta la piattaforma: il Dato. Le modalità di individuazione e raccolta, le garanzie di qualità, autenticità, attendibilità, provenienza del dato utile e relazionabile in processi di Business Intelligence, richiede un generale allineamento al digitale di altri dispositivi legislativi tra cui il D.M. Infrastrutture e Trasporti 49/2018 circa la Direzione Lavori, i D.M. circa livelli di progettazione e qualificazione delle stazioni appaltanti in fase di elaborazione, le linee Guida ANAC n.1 ed integrazione , n.3 e n.9.
L’esigenza del monitoraggio delle infrastrutture già anticipato su bimportale nell’agosto 2018 quindi, trova in AINOP (di cui per una completa lettura si rimanda al testo del Decreto Genova) una prima risposta strutturata nella costituzione di una anagrafica tecnica che centralizzi su una unica risorsa informativa digitale, informazioni relative a:

  1.  ponti, viadotti e cavalcavia stradali;
  2. ponti, viadotti e cavalcavia ferroviari;
  3. strade – archivio nazionale delle strade, di seguito ANS;
  4. ferrovie nazionali e regionali – metropolitane;
  5. aeroporti;
  6. dighe e acquedotti;
  7. gallerie ferroviarie e gallerie stradali;
  8. hporti e infrastrutture portuali;
  9. edilizia pubblica.

Riportando per ogni opera:

  1. i dati tecnici, progettuali e di posizione con analisi storica del contesto e delle evoluzioni territoriali
  2. i dati amministrativi riferiti ai costi sostenuti e da sostenere
  3. c) i dati sulla gestione dell’opera anche sotto il profilo della sicurezza;
  4. lo stato e il grado di efficienza dell’opera e le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria;
  5. la collocazione dell’opera rispetto alla classificazione europea;
  6. i finanziamenti;
  7. lo stato dei lavori;
  8. la documentazione fotografica aggiornata;
  9. il monitoraggio costante dello stato dell’opera anche con applicativi dedicati, sensori in situ e rilevazione satellitare;
  10. il sistema informativo geografico per la consultazione, l’analisi e la modellistica dei dati relativi all’opera e al contesto territoriale.

Il decreto, all’art. 14, pone poi anche un forte accento sul tema del monitoraggio in due precisi ambiti:

  • Sicurezza delle infrastrutture stradali. Si rimarca come i gestori di infrastrutture stradali e autostradali debbano fornire al MIT i dati occorrenti per l’operatività a regime del sistema di monitoraggio dinamico, e come ai fini dell’implementazione del sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali che presentano condizioni di criticità, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sovraintende all’utilizzo delle piu’ avanzate ed efficaci tecnologie, anche spaziali, per l’acquisizione e l’elaborazione dei dati di interesse.
  • Attività di conservazione dei beni culturali e del paesaggio. Si stabilisce che il Ministero per i beni e le attività culturali adotti un piano straordinario nazionale di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili, che definisce i criteri per l’individuazione dei beni da sottoporre a monitoraggio e ai conseguenti interventi conservativi, nonche’ i necessari ordini di priorità dei controlli, anche sulla base di specifici indici di pericolosità territoriale e di vulnerabilità individuale degli immobili, e i sistemi di controllo strumentale da utilizzare nonché le modalità di implementazione delle misure di sicurezza, conservazione e tutela.

Gli eventi che hanno segnato profondamente la fragilità dell’ambiente costruito nell’agosto 2018, crollo del viadotto Polcevera ma anche del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano, pur nella drammaticità dei fatti, hanno accelerato l’ineluttabile processo di graduale digitalizzazione della conoscenza finalizzata al monitoraggio delle opere pubbliche che vede nella implementazione di AINOP l’inizio di un processo che coinvolgerà l’intero settore delle costruzioni. Pur tuttavia affinchè le premesse e gli obiettivi di AINOP possano avere la massima efficacia occorre un rapido riallinemento dei dispositivi di regolamentazione in materia ed un definitivo cambio di paradigma da parte di tutti gli attori della filiera delle costruzioni.

Francesco Ruperto è Architetto laureato alla Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma e Dottore di Ricerca in Rappresentazione e Rilievo dell’Architettura e dell’Ambiente Università “G.D’Annunzio di Chieti-Pescara” , iscritto all’ Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. Profilo Linkedin



  • Supporto al Commissario connesse all’applicazione ed all’utilizzo del metodo e delle tecnologie BIM-building information modeling nella realizzazione degli interventi ricompresi nel Piano degli interventi per il progetto sportivo dei Mondiali di sci Cortina 2021;

  • Coordinatore GL5 UNI 033/GL05 (UNI 11337)

  • Supporto al RUP per la progettazione e verifica della Pianificazione Informativa del Concessionario Opera Strategica Provincia Autonoma Bolzano;

  • Supporto al RUP per:redazione di capitolato informativo, criteri a base di gara, validazione, verifica e coordinamento dei modelli BIM, per Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale;

  • Coordinatore Scientifico del Master BIM Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Coordinatore Scientifico del Workshop 3D Modeling&BIM organizzato dalla Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma;

  • Ha svolto attività di Ricerca presso Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Tecnologie Applicate ai Beni Culturali ed Istituto Applicazioni per il Calcolo;

  • Ha supportato Stazioni Appaltanti e Amministrazioni Concedenti, quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Provincia Autonoma di Bolzano nella definizione delle azioni necessarie alla adozione di metodi e strumenti BIM negli Appalti di progettazione e di esecuzione lavori e nelle Concessioni;

  • Ha organizzato come Facoltà di Architettura Sapienza Università di Roma la costituzione del network accademico BIM Academic Forum Italy , con Politecnico di Milano e all’Università di Brescia;

  • E’ stato il relatore italiano per Assemblea Annuale EBC European Builders Confederation , EESC European Economic and Social Committee Bruxelles , circa gli scenari del BIM in Italia;

  • Svolge attività divulgativa e di sensibilizzazione sul tema del BIM e della digitalizzazione del settore delle costruzioni presso Imprese, Ordini Professionali e Associazioni di Categoria.