Il nuovo Zealand University Hospital a Køge

Informazioni sempre disponibili e sincronizzate al centro del progetto dell’Ospedale Universitario della regione Zealand in Danimarca realizzato in BIM da Politecnica. Il nuovo polo biomedico di alta tecnologia sorgerà a nel 2024 diventando uno dei più grandi ospedali del Nord Europa.

Il progetto
Il progetto di Politecnica e EKJ, commissionato da KHPT (Itinera C.M.B. con beneficiario Autorità Regionale Danese Region Zealand), prevede l’ampliamento della struttura esistente: dagli attuali 64.000 a 185.000 m2 e da 296 a 789 posti letto. Il nuovo polo ospedaliero, del valore di 295 milioni di euro, accoglierà tutti i reparti di cura, pronto soccorso/emergenza e ricerca della Regione. Il complesso inoltre sarà un polo di eccellenza nella ricerca universitaria delle scienze biomediche e ospiterà dipartimenti ospedalieri ad altissima tecnologia, aule per la didattica e sale conferenze. Il basamento degli edifici è caratterizzato da mattoni faccia a vista, mentre una fascia di colore grigio intermedio ed una di colore bianco ai piani alti completano la visione di insieme dei prospetti. Le camere di degenza, tutte singole, sono studiate per consentire lo sfruttamento massimo della luce naturale, particolarmente preziosa nei contesti nordici, e garantire al tempo stesso  funzionalità e vivibilità dell’ambiente medico a pazienti e familiari.  Per via della rigidità del clima danese, l’edificio è stato progettato con una struttura a elementi prefabbricati, portati e assemblati direttamente in loco. I lavori, iniziati a metà giugno con gli scavi e la posa dei pali di fondazione, termineranno nel 2024.

Trasparenza e controllo: le parole chiave del BIM
Progettisti, stazione appaltante e imprese che parlano la stessa lingua: quella del BIM. A raccontarci il processo integrato condiviso tra i vari soggetti coinvolti nella realizzazione del nuovo ospedale universitario danese è la BIM Manager di Politecnica, Barbara Frascari. “Siamo partiti da una bozza planimetrica precedentemente realizzata in formato AutoCad, trasformandola e implementandola in BIM come richiesto dalla committenza. Abbiamo così realizzato i vari modelli confrontandoci mensilmente con le imprese e la stazione appaltante che era dotata del room program per la pianificazione delle camere. Data la complessità del progetto, il BIM si è rivelato fondamentale perché ci ha permesso di gestire al meglio il gran numero di dati presenti nel modello”. In che modo? “Man mano che sviluppavamo il modello, lo sincronizzavamo con il database dRofus in modo da avere i dati sempre aggiornati. Inserendo i codici WBS inoltre abbiamo potuto ripercorrere puntualmente il Quantity take-off che ci ha permesso di controllare i costi durante tutta la fase progettuale”.

L’approccio multidisciplinare di Politecnica
L’approccio al BIM di Politecnica a 360 gradi prevede un’organizzazione del lavoro suddiviso per singole discipline. Come spiega il BIM Manager, Barbara Frascari: “Ogni team, coordinato da un BIM Coordinator, ha lavorato alla realizzazione dei vari modelli: architettonico, strutturale, impianti elettrici, meccanici di condizionamento, idrico-sanitari e antincendio. I singoli modelli sono stati modellati con il software Autodesk Revit e poi sono stati uniti nel modello federato. Con Solibri e Navisworks infine sono state analizzate le interferenze per correggere gli eventuali errori che si sarebbero potuti verificare in fase di cantiere”. Il processo multidisciplinare di Politecnica è iniziato sette anni fa e da allora caratterizza tutti i progetti della società. “Il nostro approccio” – sottolinea Frascari – “dal 2012 a oggi è sempre stato quello di integrare le diverse discipline, quindi l’architettura, gli impianti le strutture e anche le infrastrutture: un aspetto fondamentale per le grandi opere pubbliche come gli ospedali. In tal senso è stato di fondamentale importanza utilizzare uno strumento che ci consentisse di coordinare le diverse discipline in una maniera efficace e creare un modello informativo dell’edificio che stavamo progettando. Un vantaggio importante” – conclude la BIM Manager – “per qualsiasi committente, ma ancor di più per la committenza pubblica che ha la necessità di mantenere sotto controllo i costi e garantire i tempi di realizzazione delle opere”.

La società di progettazione
Politecnica è una delle maggiori società italiane di progettazione integrata – architettura, ingegneria e urbanistica. Indipendente, fa capo a 44 soci, ingegneri e architetti, che hanno firmato lavori in oltre 50 paesi al mondo. Tra le prime società ad aver adottato la progettazione in BIM, Politecnica offre servizi conformi al Sistema di Qualità ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001, ha ottenuto il Rating di Legalità con il punteggio massimo, è membro del Green Building Council e promuove le migliori pratiche di sostenibilità ambientale in compliance con protocolli LEED. Cinque sono le sedi in Italia, a Modena, Milano, Bologna, Firenze, Catania, e 10 i Paesi di presenza all’estero: Armenia, Belize, Costa d’Avorio, Ghana, Malta, Panama, Repubblica Democratica del Congo, Sierra Leone, Turchia, Etiopia, Kenya.

Il progetto in breve
Luogo: Køge, Danimarca
Tipologia: Ospedale
Committente: Joint Venture di Itinera (Gruppo Gavio, Mandataria) e C.M.B. (Mandante) per l’Autorità Regionale Danese “Region Zealand”
Progettisti: Politecnica Ingegneria e Architettura, EKJ Consulting Engineers A/S
Anno: 2018 – in corso
Superficie: 185.000 m2
Area di progetto: 110.000 m2
Costo: 295 milioni di euro

 

 

Laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 2011, giornalista della redazione di BIMportale, lavora come freelance presso il quotidiano torinese CronacaQui e il Giornale dell’Architettura. Si è formato nello studio dell’architetto Ricardo Bofill a Barcellona partecipando alla realizzazione di progetti internazionali. Si è occupato di progettazione esecutiva, pianificazione urbana, comunicazione grafica ed editoriale e della realizzazione di comunicati stampa presso lo studio Rolla di Torino e ha lavorato come designer, project manager e tecnico commerciale.