Matteo Giani: la resistenza al cambiamento è il vero ostacolo al BIM

Esperto di metodologia BIM per Autodesk Consulting e Autodesk Italia, Matteo Giani è oggi consulente per diverse realtà nel mondo delle costruzioni, nonché BIM Manager per gli ultimi progetti dell’Impresa Borio Mangiarotti.

Come è arrivato professionalmente al mondo del BIM?
Il mio primo approccio è stato in uno studio di progettazione che collaborava allo sviluppo di un software in ambiente CAD. Successivamente è iniziata la mia collaborazione con Autodesk che mi ha permesso di seguire numerosi corsi anche negli Stati Uniti. In qualità di BIM Manager ho partecipato al primo progetto pilota in Italia dedicato al BIM che è stato la ristrutturazione del Teatro Lirico di Milano. Negli ultimi anni mi sono maggiormente indirizzato verso la consulenza per le imprese di costruzioni da cui nasce il mio lavoro per l’Impresa Borio Mangiarotti.

Quali sono i principali vantaggi che riscontra quotidianamente?
Sicuramente seguendo la metodologia BIM si ha un maggiore controllo del progetto ed è possibile avere un coordinamento tra le varie parti che concorrono alla sua realizzazione. In questo modo è possibile risparmiare tempo e avere un riscontro anche economico.

Quali strumenti utilizza quotidianamente?
Oltre a Revit, sempre in ambiente Autodesk uso, come software di project review, Navisworks, che permette di prevedere ed evitare i possibili problemi di interferenza prima della costruzione riducendo costosi ritardi e rielaborazioni, e Dynamo che si interfaccia direttamente con Revit. Necessario poi lavorare con un ambiente di condivisione che rappresenta il fulcro di tutta la gestione digitale del processo di costruzione e manutenzione di un’opera.

Mi può raccontare qualche progetto su cui sta lavorando?
Un progetto molto importante cui sto lavorando per l’impresa Borio Mangiarotti è il progetto Sei Milano, dove opero come BIM Manager lato committenza e quindi fornisco le linee guida al gruppo di lavoro e coordino i professionisti coinvolti per ottenere un obiettivo comune. Con Technion, società di ingegneria impiantistica di Lecco, mi sto occupando della fase costruttiva degli impianti per il progetto di Gioia22 e sono BIM Manager per l’impresa che ha vinto la gara per la ristrutturazione di uno degli edifici dell’ex Manifattura Tabacchi a Firenze che prevede la riqualificazione dei fabbricati e la creazione di un nuovo quartiere attrattivo per la città, un polo alternativo dedicato alla cultura e alla creatività, al turismo e all’artigianato, integrato con spazi per la residenza e l’istruzione. Per questo progetto ho anche partecipato alla fase di rilievo tramite nuvola di punti dell’esistente che è servito per la realizzazione del modello in Revit.

Quali sono le prospettive del BIM in Italia?
Credo che in generale ci sia una grande resistenza al cambiamento nell’ambito del mondo delle costruzioni. Molti vedono il BIM come un costo aggiuntivo, non ne capiscono il reale valore competitivo. Esiste poi secondo me una mancanza di linearità delle informazioni e anche il formato IFC, per quanto possa rappresentare un buon punto di partenza, non sempre permette di mantenere tutti i dati tra i diversi passaggi. In più mi capita spesso di tenere conferenze anche in realtà di provincia e devo dire che in questi casi riscontro una totale mancanza della conoscenza di base di cosa sia il BIM e come è possibile implementarlo. Questo ovviamente rallenta tutti i processi. Un altro tasto dolente è la parte normativa, che ancora non è completa e spesso non è utilizzata. Insomma credo che in Italia e non solo, ci sia ancora parecchio da fare anche se sono già stati fatti alcuni passi importanti.

 

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.