Heritage BIM: un nuovo approccio alla riqualificazione dell’edilizia storica

L’edilizia storica è per sua natura frutto di stratificazioni intervenute nel corso del tempo, un aspetto che, unitamente alla fisiologica assenza della documentazione di progetto che tipicamente accompagna le nuove realizzazioni, rende particolarmente complesso ogni intervento di riqualificazione e restauro. Nuove possibilità, tuttavia, scaturiscono oggi dall’utilizzo di una metodologia come il Building Information Modeling, certamente sviluppata nell’ambito della progettazione dell’edilizia di nuova costruzione ma utilizzabile con successo anche nel contesto di quella esistente in una sua specifica declinazione, il cosiddetto Heritage BIM.

In questo ambito, innestandosi su oggetti architettonici già esistenti, il tipico flusso di lavoro BIM – e in particolare la predisposizione del modello informativo tridimensionale degli stessi – è inevitabilmente influenzato da tale circostanza e ha di conseguenza come presupposto una fase di conoscenza dell’edificio dal punto di vista storico, geometrico e materico finalizzata a pianificare al meglio gli interventi di recupero. Fase a propria volta consistente nel rilievo e nella successiva restituzione di tali informazioni tramite metodi di acquisizione in grado di descrivere ogni singolo dettaglio in maniera efficace e completa. Tali dati forniranno in un secondo tempo una base di conoscenza adeguata per le analisi diagnostiche sugli edifici, essenziali per dettagliare i contenuti dell’intervento di recupero e, in seconda battuta, il successivo piano di manutenzione dello stesso.

La raccolta di informazioni sopra descritta poggia oggi su tecnologie largamente sperimentate come la fotogrammetria digitale ad alta definizione e la rilevazione laser scanner, che anche grazie alla possibilità di associare le informazioni geometriche ad immagini consente di ottenere un modello virtuale particolarmente fedele alla realtà. Le metodologie più avanzate permettono in particolare di generare nuvole di punti con notevole rapidità ed elevata risoluzione, nell’ordine dei pochi millimetri fra un punto e l’altro. La georeferenziazione della nuvola di punti rilevati, ottenibile con la lettura scanner di punti definiti dalle coordinate note, seguita da una serie di passaggi che conducono alla modellazione della nuvola stessa e alla messa in vista del modello tridimensionale così ottenuto corredato della base di dati necessaria alla pianificazione dell’intervento.

Giornalista professionista della redazione di BIMportale, specializzato nel settore delle costruzioni, si occupa dai primi anni ’90 di tecnologie applicate alla progettazione e al cantiere. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con le principali testate di settore relative a tecniche costruttive, progettazione 3D, organizzazione e gestione dei processi di cantiere.