Le prospettive del BIM nei lavori pubblici

Dopo l’entrata in vigore del Decreto 560/2018 che prevede l’obbligatorietà del BIM negli appalti pubblici, tutta la filiera del mondo delle costruzioni deve essere pronta ad affrontare il processo di digitalizzazione. Dalle stazioni appaltanti alle imprese appaltatrici, dai progettisti ai fornitori le diverse parti chiamate in causa stanno lavorando in questo senso, ma molti sono ancora i passi da affrontare per essere davvero in linea con le direttive della nuova norma. Per questo BuildingSmart Italia e Politecnico di Milano, in collaborazione con Assobim e UNI, hanno organizzato lo scorso 9 marzo presso l’ateneo milanese l’incontro dal titolo “Il BIM nei lavori pubblici: punti di partenza e nuove prospettive”, che è stato l’occasione per un confronto tra operatori e mondo accademico dopo l’entrata in vigore del Decreto.

A introdurre i lavori sono stati il Presidente di BuildingSmart Italia, Stefano Della Torre, il Rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta e l’ingegnere Adriano Castagnone, Presidente di Assobim, che si è soffermato sul ruolo che ricopre l’associazione in questa fase di cambiamento. Subito dopo si è entrati nel vivo del dibattito con l’intervento del Provveditore alle opere pubbliche della Lombardia e dell’Emilia-Romagna Pietro Baratono, che ha illustrato il testo del decreto spiegando le modalità e i tempi di progressivo utilizzo del BIM da estendere a tutte le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti, gli operatori economici. “Nel processo di approvazione del decreto – ha commentato – non ho trovato nessuna parte coinvolta completamente contraria alla sua attuazione, sicuramente il decreto avrà generato un po’ di disorientamento tra le stazioni appaltanti che sono maggiormente coinvolte e da cui deve necessariamente partire il processo di digitalizzazione. Ma nel decreto si parla soprattutto di coinvolgimento del settore, perché le rivoluzioni si fanno con il confronto e la collaborazione di tutta la filiera, che deve vedere l’introduzione del decreto come un’occasione straordinaria per lo sviluppo di infrastrutture e il rilancio del mondo delle costruzioni”.

Giuseppe Di Giuda, Professore del Dipartimento di Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano, ha svolto una relazione sullo stato dell’arte del BIM negli appalti pubblici in Italia: “Una delle regioni i cui maggiormente si sta avviando il processo di digitalizzazione – ha spiegato – è la Sardegna, con cui il Politecnico di Milano sta collaborando per i nuovi bandi del progetto Iscol@ che prevedono nei concorsi di progettazione di alcune scuole della regione che dal progetto definitivo in poi venga introdotta la modellazione informativa”.

Il presidente di UNI, Piero Torretta e il professore Alberto Pavan hanno evidenziato il quadro della UNI 11337, facendone percepire il valore che va oltre il possibile utilizzo a supporto dell’applicazione del decreto ministeriale 560. In particolare secondo Alberto Pavan: “L’importanza di questa norma sta soprattutto nel mostrare a livello internazionale come l’Italia sia sta muovendo e verso quale direzione. Nella UNI 11337 vogliamo unire insieme le cose migliori della normativa americana e inglese aggiungendo qualcosa di nostro come l’introduzione ad esempio del Lod per gli interventi di restauro”.

Gli sviluppi del progetto InnovANCE e la creazione della prima banca dati nazionale contenente tutte le informazioni tecniche, scientifiche, economiche utili alla filiera delle costruzioni sono stati raccontati dal Prof. Bruno Daniotti. “Sfruttando le nuove potenzialità in materia di interoperabilità dei sistemi offerte dai software esistenti (BIM, gestionali, etc.) il sistema è stato pensato per favorire l’integrazione di tutti i soggetti coinvolti nella filiera delle costruzioni, a partire dalla fase di progettazione, fino alla costruzione del manufatto edilizio e la sua successiva gestione”.

La digitalizzazione del settore secondo Michela Arnaboldi, docente di Accounting Finance and control alla Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, deve passare per una processo di cambiamento all’interno delle amministrazioni pubbliche soprattutto per quanto riguarda le figure professionali coinvolte. “Spesso negli uffici di una stazione appaltante la maggior parte dei dipendenti sono da considerarsi con incarichi amministrativi e in numero decisamente minore sono i tecnici, la percentuale dovrebbe essere ribaltata se vogliamo sviluppare un vero processo di digitalizzazione”.

Se quindi la domanda Pubblica deve assumere un ruolo determinante nel processo, non meno rilevante può essere quello dell’offerta privata, come ribadito dal vice presidente di ANCE, oltre che presidente di Assimpredil, Marco Dettori.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate al prof. Angelo Ciribini dell’Università di Brescia, che ha sottolineato come il decreto 560 assuma ancora più valore nella misura in cui il provvedimento rientra in una più ampia strategia di digitalizzazione del settore e, in particolare, delle infrastrutture che il dicastero competente e la Presidenza del Consiglio dei Ministri in questi anni hanno avviato. Restano però secondo Ciribini alcuni elementi distintivi che devono essere tenuti presente per un nuovo slancio come “la polverizzazione dimensionale e culturale di tutti gli attori, la difficoltà della committenza nel tradurre in impegni effettivi di spesa gli investimenti stanziati, la complessità amministrativa, i ritardati pagamenti; l’iniquo compenso, la scarsa tutela della imprenditorialità strutturata”.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.