Rapporto BIM OICE 2020: l’analisi del mercato e delle gare

La recente presentazione del Rapporto OICE 2020 sulle gare BIM per opere pubbliche ha fornito un’analisi approfondita del mercato. Il rapporto è giunto alla quarta edizione: nel 2017 si parlava di “anno zero” del BIM in Italia, in virtù del Decreto 560/2017 che ha dettato le regole attuative del codice dei contratti per quel che concerne l’attuazione del codice dei contratti pubblici. Il 2018 e il 2019 hanno poi visto la prima impennata dei bandi in BIM. Nel 2020, anche a causa della pandemia, i processi di evoluzione tecnologica e digitalizzazione che erano già in divenire da qualche anno hanno subito un’accelerazione. Alcuni aspetti delle metodologie BIM come l’interoperabilità, la possibilità per gli attori della filiera del progetto di operare “tutti sullo stesso modello digitale”, sono elementi che indiscutibilmente facilitano e faciliteranno le progettazioni “da remoto” in questa nuova era di “remotizzazione” che stiamo tutti vivendo.

L’analisi quantitativa
Il quarto Rapporto OICE sulle gare pubbliche che prevedono l’utilizzo delle metodologie BIM (al quale fanno riferimento i grafici) nell’ambito delle procedure di affidamento di servizi di ingegneria e architettura nel 2020 evidenzia, dopo la crescita del 2019 (+58,3% sul 2018), un ulteriore balzo del 17,2% sul totale del numero delle gare dell’anno precedente.
Nel 2020 sono stati infatti pubblicati (e rilevati dall’Ufficio gare OICE) 560 bandi emessi da stazioni appaltanti con riferimento al BIM. Si tratta di un volume che rappresenta l’8,7% del totale nel numero di tutti i bandi per servizi di ingegneria e architettura.
Nel valore, i bandi BIM hanno riguardato un importo di affidamenti pari a 711,6 milioni di euro, contro i 2.412 milioni di tutto il mercato dei servizi di ingegneria e architettura; si tratta del 29,5% del totale dei bandi emessi per servizi di ingegneria e architettura, un dato superiore di oltre il 140% rispetto al dato 2019.
Coerentemente con la progressiva obbligatorietà introdotta dal d.m. 560/97 (che prevede l’obbligo di BIM per fasce di importo sotto la soglia UE soltanto a partire dal 2023), il Report evidenzia come la maggiore parte dei bandi BIM per servizi di ingegneria e architettura posti a base di gara nel 2020 si collochi nel mercato delle gare sopra soglia, il 65,4% del totale in numero e il 97,1% in valore.
Ciononostante le gare sotto la soglia dei 100.000 euro arrivano al 16,6% in numero e allo 0,7% in valore, e quelle comprese tra i 100.000 e i 221.000 raccolgono il 18,0% in numero e il 2,2% in valore. È questo il segno che alcune stazioni appaltanti, seppure non obbligate, hanno comunque fatto riferimento agli strumenti di modellazione elettronica.
Il valore medio dei bandi BIM nel 2020 è stato di 1.270.742 euro, un dato che supera del 239% il valore medio di tutti i bandi per servizi di architettura e ingegneria che è stato di 374.763 euro. L’aumento è determinato prevalentemente dalla continua crescita dei bandi di importo superiore alla soglia europea di 221.000 euro (soglia che dal 1° gennaio 2020 è stata portata a 214.000 euro) che arrivano a crescere del 60,6% rispetto al 2019.
In analogia con lo scorso anno, appare di un certo interesse evidenziare che 151 bandi BIM su 560, pari al 26,9% del totale, hanno riguardato procedure per affidamento di accordi quadro, una percentuale di molto superiore al valore riscontrato nel 2019 (6,90%).

La distribuzione geografica
La distribuzione geografica per macroregioni dei bandi BIM rilevati nel 2020 vede le regioni del Centro con un ruolo preponderante: hanno emesso complessivamente 200 bandi, pari al 35,7% del totale. Mentre al livello più basso si collocano anche nel 2020 le regioni isolane con 41 bandi che rappresentano il 7,3% di tutte le gare bandite. Il Meridione con 168 bandi segue il Centro e rappresenta il 30,0% del totale, il Nord-Ovest con 84 bandi raggiunge il 15,0% del totale e infine il Nord-Est con 67 bandi è al 12,0%.
Nella classifica per regione il Lazio, con 158 bandi, ha il primato territoriale con il 28,2% del totale (era al 16,3% nel 2019). Seguono la Lombardia, con 64 bandi all’11,4% (6,9% nel 2019), la Puglia, con 47 bandi pari all’8,4% del totale (3,3% nel 2019), la Campania, con 46 bandi pari all’8,2% (12,6% nel 2019), la Calabria, con 44 bandi pari al 7,9% (4,6% nel 2019), il Veneto con 35 bandi pari al 6,3% (11,1% nel 2019), la Sardegna con 32 bandi pari al 5,7% (8,8% nel 2019), la Toscana, con 19 bandi pari al 3,4% (1,7% nel 2019), la Basilicata, con 19 bandi pari al 3,4% (1,3% nel 2019) e le altre regioni con valori meno significativi.

Le stazioni appaltanti
Nel 2020 le stazioni appaltanti più attive sono state le Amministrazioni dello Stato che hanno pubblicato 185 gare e raggiunto il 33,0% del totale, seguite dai Comuni che, con 135 bandi, arrivano al 24,1% del totale delle procedure rilevate, dalle Concessionarie che con 133 bandi, sono al 23,8%, dalle Province che con 36 bandi sono al 6,4%, dagli Ospedali USL e ASL che con 31 bandi si collocano al 5,5% del totale, dalle Regioni che con 25 bandi sono al 4,5% del totale e dalle Università e dagli Istituti di ricerca che con 11 bandi arrivano al 2,0%.
L’ente che si è dimostrato fra i più attivi nel 2020 come già avvenuto negli anni precedenti, è stato l’Agenzia del Demanio che ha emesso 111 bandi, 22 dei quali nel mese di dicembre 2020.

Bandi BIM per tipologia di affidamento
Prendendo in considerazione il valore, i bandi per servizi di architettura e ingegneria e per concorsi e le altre tipologie di affidamento con richiesta di BIM nel 2020 hanno raggiunto 827,5 milioni di euro. Nel 2019 l’importo ammontava a 343,2 milioni. Pertanto il valore dei bandi con richiesta di BIM è aumentato del 141,1% rispetto al valore raggiunto nel 2019.
Le procedure per appalto integrato, per finanza di progetto e per lavori con S.A.I. non hanno avuto un grande peso sull’incremento totale, infatti i soli servizi di architettura e ingegneria aumentano, rispetto al 2019 del 140,2%.
Nel 2020 i bandi con BIM possono essere suddivisi secondo il tipo di attività affidate. L’attività di progettazione, che con 432 bandi rappresenta il 77,1% del totale (era all’87,4% nel 2019); le valutazioni della sicurezza sismica e le verifiche strutturali, con 17 bandi sono il 3,0% (6,3% nel 2019); i servizi di verifica della progettazione, con 38 bandi il 6,8% (al 2,5% nel 2019); la direzione dei lavori, con 7 bandi il 1,3%, come nel 2019 e infine gli altri servizi tecnici, con 66 bandi rappresentano l’11,8% del totale (il 2,5% nel 2019).
Quindi, mentre le attività di progettazione rimangono pressochè stabili rispetto all’anno precedente, registrano un forte incremento le attività di verifica della progettazione, +216%, e quelle attività identificate con la dicitura “altri servizi tecnici” che racchiudono le attività di rilievi del patrimonio e topografia, attività inerenti le analisi idrogeologiche ed i servizi di supporto al RUP per la redazione di elaborati grafici: +450% rispetto allo scorso anno.

Bandi BIM per tipologia di intervento
La divisione per tipologia di opera del complesso dei bandi di gara vede all’80,4% le opere puntuali con 450 bandi e al 19,6% le opere lineari con 110 bandi.
Dopo le opere di edilizia direzionale e per uffici, la restante parte di opere puntuali nel 2020 ha riguardato l’edilizia scolastica, con 56 bandi pari al 12,4% del totale, l’edilizia sanitaria, con 49 bandi pari al 10,9% del totale.
La maggior parte degli interventi riguarda opere di ristrutturazione, sono 297 (il 53,0% dei bandi totali) i bandi che richiedono servizi di architettura e ingegneria su manufatti edilizi esistenti.

L’analisi qualitativa
Osservando le 560 procedure di gara, si può notare un aumento del numero dei bandi che citano il BIM genericamente senza attribuire punteggi specifici, ma solo considerandolo elemento contrattuale della prestazione: si passa dall’ 11,1% del totale delle gare registrate nel 2019, al 29,5% del 2020.
Sono in leggero calo rispetto al 2019 i casi di bandi che fanno riferimento all’utilizzo di strumenti BIM senza allegare un capitolato informativo. Nel 2020 sono stati infatti messi a disposizione dalle stazioni appaltanti 94 capitolati informativi su un totale di 560 gare, pari al 16,8% del totale, mentre erano 110 nel 2019, pari al 23,0% delle gare pubblicate. In altre parole si è ridotto del 14,5% il numero di bandi senza capitolati informativi.
Emerge poi con evidenza la tendenza di alcune stazioni appaltanti a fare riferimento al BIM per selezionare gli operatori economici, ammettendo alla gara soggetti che devono dimostrare la loro capacità tecnica e professionale attraverso pregresse esperienze in BIM.
Sono nettamente in diminuzione (9 bandi) i bandi in cui il BIM è richiesto sotto forma di esperienza pregressa, necessaria per l’accesso alla gara. Molto più numerose (145 bandi di gara) sono state le procedure in cui la stazione appaltante, al fine di provare la capacità tecnica del concorrente, inserisce nel bando o nel disciplinare di gara un requisito di idoneità professionale, generalmente richiesto a pena di esclusione, al pari degli altri requisiti minimi di accesso alla gara.
Sono stati complessivamente 11 i casi (erano 9 nel 2019) di specifico riferimento, in sede di offerta, alle figure di BIM Manager o BIM Coordinator “accreditati”. Va messo in particolare risalto che nel 2020 sono state solo 10 le gare (24 nel 2019) in cui si è chiesto di documentare la presenza di esperti BIM con competenze certificate (generalmente riferite alle norme UNI 11337).
L’impiego del BIM ha assunto un particolare rilievo quale elemento di premialità attribuito all’offerente nell’ambito dell’utilizzo del criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura di importo pari o superiore a 40.000 euro: è accaduto in 258 gare su 560, cioè nel 46,1% delle gare.

Il quadro regolatorio
Dal punto di vista dell’analisi qualitativa sui contenuti degli atti di gara, va segnalata l’incompletezza e indeterminatezza del quadro regolatorio, ancora non completato dopo la scelta compiuta dal legislatore del decreto “sblocca cantieri” di ritornare a un corpus di norme basato sul binomio Codice-regolamento, che ha superato l’impostazione di 5 anni fa che faceva perno sulla cosiddetta “soft law”. Le sintetiche disposizioni contenute nell’ultima bozza del regolamento attuativo del Codice appalti (versione del 24 settembre 2020), frutto del lavoro della Commissione ministeriale nominata dall’ex Ministro Paola De Micheli, sono ancora “nei cassetti” degli Uffici di Porta Pia a Roma e anche se ne fosse avviato oggi l’iter, ci vorrebbero mesi prima che possano vedere la luce.

Il Rapporto è scaricabile gratuitamente a questo link

 

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.