Fabrizio Tacchino, Itinera: investire nel BIM è un atto di lungimiranza

Il percorso professionale di Fabrizio Tacchino, BIM Manager di Itinera, è stato fatto in parallelo al percorso di studi. Ha iniziato a lavorare in azienda 20 anni fa (1999), subito dopo essersi diplomato come geometra, ma la voglia di conoscere e crescere, unita alla passione per le costruzioni ed alla tecnologia, lo hanno spinto a laurearsi specializzandosi in ambito informatico. Durante il suo percorso di laurea, ha continuato a lavorare in azienda, partendo da ruoli di carattere tecnico, fino a ricoprire posizioni sempre più manageriali di carattere economico/gestionale.
Questa sua carriera multidisciplinare, gli ha permesso di unire le conoscenze relative all’information technology a quelle di management, facendolo evolvere con naturalezza dal metodo di progettazione e gestione tradizionale al Building Information Modeling, fino a fargli ottenere la certificazione di BIM Manager (rilasciata da ICMQ).
Oggi Fabrizio Tacchino è il BIM Manager della Società Itinera S.p.A., una delle principali società di costruzione italiane, attiva in Italia e all’estero.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Non è facile elencare tutte le caratteristiche che un buon BIM manager dovrebbe avere, ritengo che essendo il responsabile dell’implementazione dei processi, della strategia BIM, e della redazione della documentazione tecnica fino a quella operativa, debba essere in grado di gestire e coordinare progetti BIM multidisciplinari, deve inoltre conoscere le caratteristiche principali e le modalità di utilizzo dei software di BIM authoring, scegliendo quelli con le specifiche tecnologie che più si addicono al progetto, curandosi inoltre dei fabbisogni formativi, in costante collaborazione con il responsabile dei Sistemi Informativi aziendali. Riassumendo è compito e responsabilità del BIM manager permettere al suo team di sfruttare al massimo le potenzialità degli strumenti informatici contribuendo alla corretta esecuzione e manutenzione del progetto.

Come opera quotidianamente con quali strumenti e con quali obiettivi?
Le attività di cui mi occupo sono diverse, variano in base alle scadenze contrattuali e alle richieste aziendali.  Quotidianamente io ed il mio staff verifichiamo le informazioni ed i dati contenuti all’interno dei modelli, dalla fase di progettazione fino a quella di realizzazione facendo ricorso all’impiego di software di modellazione architettonica, strutturale e impiantistica con tecnologie di rappresentazione 3D, promuovendo costantemente la comunicazione, la cooperazione, la simulazione e il miglioramento ottimale dei progetti.
I software che utilizziamo maggiormente sono Revit per la modellazione, collegato a Dynamo per la gestione dei parametri, Civil 3D per la progettazione delle infrastrutture lineari, Recap Pro per la gestione dei point clouds, Solibri Model Checker per coordinamento modelli, clash detection, e code checking, Primavera P6 per la pianificazione, STR Vision CPM per la contabilità, e Synchro Pro per la generazione del 4D e 5D.
Inutile dire che tutte le informazioni derivanti dai singoli software devono essere correttamente trasmesse ed integrate sia all’interno del Data Base di riferimento per la gestione operativa ed il facility Management, sia nel nostro CDE aziendale.
L’obbiettivo è quello di aver tutti i benefici che il processo BIM offre, utilizzando tutti i software della filiera necessari, ma senza perdere mai di vista il fulcro principale: la coordinazione e la base dati.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM all’interno della vostra azienda?
All’interno della mia azienda far confluire in un unico flusso di lavoro, attraverso un coordinamento centralizzato (Common Data Environment) tutte le informazioni dei processi BIM dei singoli progetti, non è semplice, in quanto essendo tutti di notevoli dimensioni, discipline diverse, partecipanti diversi, esigenze ed obiettivi diversi, il lavoro risulta assai arduo, ma stiamo investendo tempo e risorse al fine di ritrovare la terminologia ormai “desueta”, costruire a regola d’arte. Siamo consapevoli che il buon coordinamento porterà benefici facendoci evitare errori, e stiamo lavorando in BIM per rimanere “al passo con i tempi” ma soprattutto con le innovazioni di carattere strumentale, informatico, con la normativa cogente e quella volontaria. Nei nostri progetti grazie all’interoperabilità di tale metodologia, collaboriamo attraverso un unico modello “federato” che ci consente di garantire la validità dei dati inseriti nel manufatto in ogni momento del suo ciclo di vita, permettendo una realizzazione integrata della commessa.

Mi può parlare di un suo progetto, di recente realizzazione, progettato con metodologia BIM?
Uno dei progetti dove sono maggiormente coinvolto è l’ampliamento e ricostruzione del Polo Universitario Ospedaliero della città di Koge, un piccolo centro urbano situato a sud di Copenaghen, in Danimarca ed il suo valore è di circa 325 milioni di euro. È un contratto di tipo Early Contract Involvment (ECI), dove lo sviluppo e l’ottimizzazione del progetto avvengono congiuntamente alla struttura tecnica del cliente. Il progetto di Itinera in joint venture con CMB che durerà 5 anni, prevede l’ampliamento e la ricostruzione dell’attuale struttura ospedaliera, con l’obiettivo di passare da una estensione di circa 64mila mq e 296 posti letto a una estensione complessiva di 185mila mq e 789 posti letto, 16 nuove grandi sale operatorie e 36 camere di terapia intensiva. Inutile dire che il progetto promosso dalla “Denmark, Region Zeeland” è realizzato totalmente su piattaforma BIM al fine affrontare efficacemente la complessità dell’intervento e far integrare le numerose discipline e specialismi implicati. Le principali strategie di collaborazione sono state delineate con chiarezza nei paragrafi di cui si compone il nostro BIM Execution Plan, ovvero un piano di implementazione del processo, che ci sta garantendo il successo dell’approccio BIM al progetto. La standardizzazione nello sviluppo del modello disciplinata dal BEP, ci ha consentito di implementare un ambiente di lavoro condiviso, contestualmente allineato alle diverse discipline progettuali, permettendoci un controllo completo dell’edificio e dei suoi dati. Tali informazioni sono in continua evoluzione, ed è solo attraverso dei Quantity Take Off periodici effettuati in modo rapido ed efficiente che possiamo monitorare l’avanzamento e la bontà del progetto. Per il controllo delle interferenze sono stati impiegati strumenti di collaborazione interni ulteriormente affiancati da altre piattaforme ove necessario. Alcuni limiti sono stati superati tramite scritture ad hoc di codici che hanno consentito lo sviluppo e il controllo di tutte le informazioni associate alla verifica del progetto ed in particolare del computo metrico.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Il nuovo codice degli appalti (Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50), e successive modificazioni ed integrazioni, rende il BIM obbligatorio per i lavori pubblici, mediante una procedura con “step” progressivi: a partire dal 1° gennaio 2019 per alcuni lavori, progredendo in maniera graduale fino al 1° gennaio 2025, quando lo sarà per tutti i tipi di interventi. In Italia siamo in un momento delicato in cui il mondo dell’edilizia sta attraversando una lenta e difficile transizione dall’analogico al digitale, e non mi riferisco solo ad un mero cambio di strumento, di tecnologia, bensì ad un processo, un approccio interdisciplinare e collaborativo incentrato sui modelli, che mira a migliorare le attività di progettazione, costruzione e gestione del ciclo di vita di tutte le risorse che costituiscono l’ambiente costruttivo, sfruttando informazioni sempre coordinate, aggiornate ed accessibili, all’interno di un unico ambiente digitale integrato. Ritengo che la gestione della costruzione e del costruito, possano trarre benefici dal BIM, che a sua volta rappresenterà l’elemento centrale nel futuro del mercato immobiliare. Attualmente in Italia, investire nel BIM , è un atto di lungimiranza che una valida leadership aziendale deve saper cogliere ed attuare.
Vorrei infine sottolineare, che al centro dell’intero processo, consentito certamente dalle nuove tecnologie e dai nuovi strumenti, rimane il professionista, che attraverso il Building Information Modeling potrà riportare il settore delle costruzioni italiane a un livello più elevato di efficienza.

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.