Vincenzo Donato, Hydea: il BIM è un processo inarrestabile

Dopo numerose esperienze in campo progettuale e attività di ricerca universitaria, l’ingegenre edile Vincenzo Donato è oggi BIM Manager della società di Architettura e Ingegneria Hydea S.p.A.

Quale è stato il suo percorso professionale fino a diventare BIM Manager?
Il mio percorso professionale è il risultato dell’alternanza di esperienze professionali e di attività di ricerca universitaria. Mi sono avvicinato al Building Information Modeling grazie al Prof. Carlo Biagini, dell’Università di Firenze, che mi ha coinvolto nel 2006 in progetti di ricerca finalizzati all’implementazione di nuove tecniche e strumenti per la rappresentazione e per la gestione del progetto di architettura. Dopo la laurea e dopo una breve esperienza lavorativa, ho proseguito con un dottorato di ricerca internazionale che mi ha permesso di sviluppare temi in ambito BIM, che hanno visto l’uso del linguaggio di programmazione per risolvere problemi specifici e gestire i dati di nostro interesse. Durante il dottorato ho avuto la possibilità di lavorare come Visiting Researcher presso l’Università di Salford dove ho conosciuto e collaborato con il Prof. Arto Kiviniemi. Qui ho avuto modo di “toccare con mano” i primi progetti BIM in UK: Manchester City Council e Town Hall Extension, due opere interamente realizzate attraverso approccio di tipo BIM. Ho lavorato per un periodo ad Amburgo per GMP Architekten ed in particolare, grazie alla guida dell’Arch. Robert Friedrichs, ho avuto modo di partecipare a gare e progetti internazionali. Questa esperienza mi ha dato la possibilità di approcciarmi con una grande realtà, ho appreso la metodologia di gestione di grandi commesse (ospedaliere perlopiù) ed ho potuto capire l’importanza della “comunicazione”, durante il progetto, fra i vari professionisti che parlano lingue diverse. Dopo questa esperienza ho lavorato come progettista e BIM Manager presso lo studio Rossi Prodi Associati a Firenze. Un periodo intenso, ricco di esperienze costruttive, che mi ha permesso di affrontare vari temi progettuali. L’Arch. Simone Abbado è stato la mia guida: ha creduto nel BIM sin dai primi giorni, sviluppando progetti di complessi ospedalieri e scolastici. Nel 2016 ho avuto l’opportunità di lavorare come ricercatore presso il Politecnico di Torino. In questo periodo ho potuto osservare lo sviluppo e l’applicazione del BIM in vari ambiti fra i quali l’energetica, il Facility Management e continuare a sperimentare approcci nuovi e inusuali in ambito HBIM. In sintesi, il mio è stato un percorso molto fortunato, costellato da incontri con persone splendide che hanno cercato sempre di valorizzarmi senza impedirmi di approfondire i temi di mio interesse. Per questo motivo mi permetto di citarli e ringraziarli.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
Qualche tempo fa ho visto una maglietta sulla quale c’era scritto “BIM Manager, We solve problems you didn’t know you had, in ways you don’t understand”. Ovviamente è esagerato, però in fondo c’è qualcosa di vero. Il BIM ha spostato l’attenzione dalla rappresentazione alla gestione dei dati, quindi più verso problemi di tipo informatico che prettamente progettuali e di disegno. Questo non significa che dobbiamo diventare tutti degli informatici! Il disegno a mano è sempre importante ed è fondamentale. Voglio solo dire che le competenze di tipo informatico aiuterebbero a risolvere i problemi e ad automatizzare alcuni processi che in mancanza di tali strumenti sono manuali e devono essere ripetuti (per esempio popolamento dati, controllo dei valori, ecc.).
A mio parere, un BIM Manager dovrebbe avere tre caratteristiche principali: la prima, conoscere a fondo il processo edilizio, di progetto e di costruzione in quanto senza la perfetta conoscenza dei sistemi edilizi è difficile poter capire e prevedere le problematiche che potrebbero sorgere nel processo BIM; la seconda, una buona conoscenza degli strumenti (in quanto non è possibile, secondo me, poter guidare il gruppo di lavoro senza conoscere le pontenzialità e i limiti dei software a nostra disposizione); la terza, l’aspetto umano. Quest’ultimo punto è il più importante di tutti, in quanto bisogna sempre stimolare e valorizzare le persone con le quali si lavora, tenere sempre vivo l’interesse con l’entusiasmo e la voglia di affrontare sfide e superarle insieme, in percorsi che ci tengono molte ore a lavorare fianco a fianco. Sembra una cosa semplice ma non lo è affatto! Bisogna avere tanta pazienza e voglia di mettersi in gioco sempre, voler sperimentare nuovi sistemi e imparare nuovi metodi. Spesso la cosa più difficile da affrontare è la frase ricorrente: “…ma col CAD avevamo già finito da un pezzo!”.
Potrà sembrarvi banale ma nei processi BIM non si smette mai di imparare! Ogni giorno imparo cose nuove, bisogna aggiornarsi sempre per stare al passo con lo sviluppo tecnologico.

Come opera quotidianamente con quali strumenti e con quali obiettivi?
Attualmente lavoro presso Hydea S.p.A., una società di progettazione e consulenza con esperienza internazionale nei campi dell’architettura, delle infrastrutture, dell’ambiente e del patrimonio culturale. Ho accettato il ruolo che mi è stato offerto in quanto fortemente stimolato dalla visione della dirigenza, in particolare dall’ing. Pietro Bruscoli, che vorrebbe migrare e far gestire tutti i progetti all’interno della società attraverso sistemi BIM.
Ogni giorno è diverso dall’altro: mi occupo del controllo dei progetti attraverso procedure standardizzate, effettuo controlli di qualità dei modelli IFC e Revit, mi occupo della redazione dei BEP (Piani di Gestione Informativa), EIR (Capitolati Informativi), sviluppo di tecniche per la gestione di modelli HBIM. Mi occupo anche di formazione per il personale, seguo direttamente alcuni progetti reputati strategici per la società coordinando i vari team di specialisti BIM e mi occupo di ricerca e sviluppo per la società in tal senso. Alcune volte però mi piace calarmi nel progetto e dare una mano anche a disegnare, in fondo sono pur sempre un progettista.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM all’interno di Hydea?
Il BIM viene impiegato con l’obiettivo di avere il massimo controllo dell’opera che si andrà a realizzare, analizzando e sviscerando ogni aspetto della costruzione attraverso rappresentazioni tridimensionali, tenendo costantemente sotto controllo il costo dell’opera. Dopo una prima fase euristica progettuale, spesso condotta dai nostri architetti più esperti attraverso il disegno a mano libera, l’idea di progetto viene trasformata in “prototipo virtuale”. In questa fase, il progetto prende forma risolvendo attraverso i software BIM tutti gli aspetti tecnici e tecnologici. In prevalenza ci appoggiamo a software Autodesk, nello specifico Revit e Navisworks (anche se l’idea è quella di implementare nel prossimo periodo l’uso di Solibri Model Checker e altri software a seconda dei progetti e degli obiettivi). Negli ultimi tempi stiamo dedicando molta attenzione anche a Dynamo, per lo sviluppo di codici che ci aiutino a velocizzare alcuni processi ripetitivi, soprattutto in relazione alla gestione del dato.
Molto importante è anche il rapporto con la rappresentazione e la realizzazione di immagini commerciali. Per questa ragione sono stati sviluppati dei workflow per poter esportare i modelli verso software di renderizzazione. In prevalenza per la realizzazione di render utilizziamo Enscape (plug-in per Revit), Lumion e Rhinoceros (impiegato a supporto della modellazione e per la realizzazione di render attraverso Maxwell Render o Vray).

Mi può parlare di un  progetto recente con metodologia BIM?
Uno dei progetti che sto seguendo è un Open Mall, uno spazio di circa 120mila m2 di negozi organizzati su più livelli con molti riferimenti all’architettura storica. È un’esperienza davvero interessante in quanto il lavoro viene gestito interamente in cloud attraverso BIM360 condividendo i modelli quasi giornalmente. Le comunicazioni avvengono, oltre ai metodi tradizionali (via mail, Skype, WhatsApp, ecc.), attraverso BIM Track, un portale web che permette di monitorare e georeferenziare sul modello le problematiche. Anche il sistema di verifica delle interferenze (clash detection, effettuato interamente dallo studio di coordinamento) è gestito in modo integrato fra BIM Track, Revit e Navisworks. In questo modo l’individuazione della problematica è una cosa quasi immediata, risparmiando tempo ad indentificare l’interferenza.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Penso che il processo sia inarrestabile, anche se è necessario si faccia chiarezza nei processi di controllo soprattutto in relazione al ruolo fondamentale che la Pubblica Amministrazione deve svolgere in questi primi anni. Sarà necessario lavorare assieme sull’ Open BIM, su processi sempre più snelli che possano aiutare nell’effettiva implementazione delle tecniche. Questo si può fare solo se anche le software-house renderanno le piattaforme più accessibili dal punto di vista economico e di utilizzo, ottimizzando i software in modo che creino modelli digitali sempre più leggeri.
Nei prossimi anni sono sicuro che vedremo sempre di più la nascita di sistemi esperti e forme di controllo che ci aiuteranno a gestire e controllare i progetti. Al momento il controllo dei dati è un problema aperto.

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.