Mercato: per l’Ance anche il 2020 sarà un anno positivo

A un 2019 che si chiude in positivo in tutti i comparti del mercato delle costruzioni, segue un 2020 che per l’Ance sarà ancora positivo ma con diversi elementi di incertezza che potrebbe pesare in modo difficile da stimare.

Relativamente agli investimenti in manutenzione straordinaria dello stock abitativo, la previsione è di un rafforzamento (+1,5%). Tale stima tiene conto dell’impatto sui livelli produttivi dell’avvio dei primi interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico legati al sisma-eco bonus su interi condomini e di quanto previsto nella legge di bilancio 2020 che, oltre a prorogare le agevolazioni fiscali per il 2020, introduce il cosiddetto “bonus facciate”. La misura prevede in particolare, una detraibilità IRPEF del 90% delle spese sostenute per l’anno in corso, per interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero della facciata degli edifici.

La previsione per il non residenziale privato, invece, è solo di un lieve aumento dello 0,4% su base annua, dovuta alla prosecuzione degli interventi già avviati e alla forte flessione rilevata nell’erogazioni di nuovi mutui per investimenti in edilizia non residenziale, accanto all’elevata incertezza che domina il contesto economico italiano.

In merito al comparto delle opere pubbliche la stima Ance per il 2020 è di un aumento del 4% nel confronto con il 2019.

La stima formulata dall’Ance per il 2019 è di una crescita degli investimenti in costruzioni del 2,3% in termini reali, in linea con la previsione già rilasciata nell’Osservatorio di inizio 2019. Tale risultato è legato al proseguimento dell’andamento positivo del comparto residenziale e non residenziale privato e di un primo segno “più” nelle opere pubbliche. Si tratta di un incremento assolutamente trascurabile, alla luce di una con-trazione dei livelli produttivi di oltre un terzo; flessione che ha determinato la chiusura di circa 130mila imprese e la perdita di 640mila posti di lavoro.

Benché il 2019 rappresenti il terzo anno consecutivo di aumento della produzione settoriale (comprensiva anche della manutenzione ordinaria), dopo il +0,7% del 2017 e il +1% del 2018, va sottolineata la tendenza ad un indebolimento, nella seconda parte dell’anno 2019, dopo un’iniziale fiammata della produzione.

Il 2019 chiude rallentando
La stima Ance per gli investimenti in nuove abitazioni nel 2019 è di un incremento del 5,4% in termini reali rispetto al 2018, a conferma di una di-namica positiva iniziata nel 2017. Negli anni precedenti, infatti, tale comparto ha subito una drastica contrazione dei livelli produttivi di circa il 70%, risultando il più penalizzato dalla lunga e pesante crisi. L’interruzione del trend negativo per questo comparto è collegato all’andamento positivo dei permessi di costruire in atto ormai da tre anni. Sulla base dei dati Istat sull’attività edilizia tra il 2016 ed il 2018, si stima che il numero di permessi, Scia e Dia ritirati per la costruzione di nuove abitazioni e ampliamenti sia aumentato del 25%.

Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo confermano la dinamica positiva degli anni precedenti, giungendo a rappresentare circa il 37% del valore degli investimenti in costruzioni.

Rispetto al 2018, per gli investimenti in tale comparto si valuta una crescita dello 0,7% in termini reali. Tale stima tiene conto della proroga, fino a tutto il 2020, prevista nell’ultima Legge di Bilancio, del potenziamento al 50% della detrazione per le ristrutturazioni edilizie e della detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il risultato del 2019 ingloba anche i primi effetti sui livelli produttivi, seppur contenuti, derivanti dal sisma-bonus ed eco-bonus destinati a interi edifici (condomini).

Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali segnano un aumento del 2,5% in termini reali nel 2019. La stima tiene conto dei dati particolarmente positivi dei permessi di costruire relativi all’edilizia non residenziale a partire dal 2015. Nei primi tre mesi del 2019 si registra una prima battuta di arresto: -7,9%, in termini di nuove superfici concesse, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, un primo segnale negativo che potrebbe incidere sui livelli produttivi del 2020. Una conferma di questo rallentamento viene anche dai dati sul credito riferiti all’edilizia strumentale: nel corso dei primi nove mesi del 2019 i mutui erogati per investimenti si sono ridotti del 30%, dopo i consistenti aumenti degli anni precedenti.

Per gli investimenti in costruzioni non residenziali pubbliche, si stima nel 2019 un primo incremento del 2,9% in quantità.

Con riferimento all’andamento dell’intero comparto delle opere pubbliche, accanto alla buona performance degli enti locali, le ultime analisi dell’Ance confermano il permanere di difficoltà e incertezze nel comparto delle grandi infrastrutture per i grandi enti di spesa, quali Anas e Ferrovie, a causa dei tempi lunghissimi di approvazione dei rispettivi Contratti di Programma che hanno determinato l’accumularsi di ritardi rispetto alla programmazione.

Le dinamiche appena descritte si inseriscono in un andamento positivo dei bandi di gara per lavori pubblici, in atto ormai da tre anni. Anche il 2019 si è chiuso con un ulteriore incremento negli importi banditi (+25,7% su base annua), a fronte di una battuta di arresto del numero (-4,8%). A trainare la dinamica particolarmente positiva in valore sono soprattutto le grandi opere, che sono tornate a rappresentare una quota importante della domanda dei lavori pubblici, pari al 30% (nel 2018 tale peso aveva raggiunto livelli minimi, pari solo a 10%). È bene sottolineare che, trattandosi di interventi complessi e di dimensioni rilevanti, i tempi di realizzazione per queste opere sono molto lunghi.

Le previsioni per il 2020
L’attuale rallentamento dell’economia generale non potrà non impattare anche sui livelli produttivi delle costruzioni, ridimensionando i primi dati positivi riscontrati nel 2019. Dopo la crescita dell’economia italiana di poco superiore allo zero dello scorso anno, anche per il 2020 tutti i principali Istituti di ricerca prevedono una stagnazione, con un elevato grado di incertezza, che certamente peserà sulle aspettative di imprese e cittadini.

Pesano sia fattori di contesto internazionale (crisi in Germania, contrasti degli Stati Uniti con Cina e Iran, ecc.) sia elementi di natura interna come ad esempio una manovra di finanza pubblica che appare priva di elementi in grado di offrire una risposta all’esigenza di sostenere e amplificare l’aumento della ricchezza.

Ancora una volta, infatti, sceondo l’Ance la Legge di bilancio per il 2020 penalizza la spesa in conto capitale, destinando gli spazi finanziari concordati con la Commissione Europea a spese di natura corrente, nel tentativo, più volte fallito, di sostenere la crescita economica attraverso i consumi, piuttosto che con gli investimenti pubblici. Al riguardo, l’Ance ha stimato che la Manovra produrrà un effetto peggiorativo sul livello degli investimenti pubblici, quantificato in 860 milioni di euro in meno rispetto al livello previsto per il 2020 dalle precedenti Leggi di bilancio. Inoltre, come più volte accaduto negli ultimi anni, le nuove risorse destinate agli investimenti pubblici nella Legge di bilancio vengono previste solo a partire negli anni successivi.

Su queste basi, le previsioni economiche per il 2020, relative al settore delle costruzioni, portano a rinviare al futuro ipotesi di ripresa sostanziale dei livelli di investimento, soprattutto di quelli legati alla componente pubblica. Date queste premesse, la previsione Ance per il 2020 è di un aumento degli investimenti in costruzione dell’1,7% in termini reali.

Con riferimento ai singoli comparti, si evidenzia per gli investimenti nella nuova edilizia abitativa il proseguimento della tendenza positiva, seppur di intensità più contenuta rispetto agli anni precedenti: +2,5% rispetto al 2019.

Relativamente agli investimenti in manutenzione straordinaria dello stock abitativo, la previsione è di un rafforzamento (+1,5%). Tale stima tiene conto dell’impatto sui livelli produttivi dell’avvio dei primi interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico legati al sisma-eco bonus su interi condomini e di quanto previsto nella legge di bilancio 2020 che, oltre a prorogare le agevolazioni fiscali per il 2020, introduce il cosiddetto “bonus facciate”. La misura prevede in particolare, una detraibilità IRPEF del 90% delle spese sostenute per l’anno in corso, per interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero della facciata degli edifici.

La previsione per il non residenziale privato, invece, è solo di un lieve aumento dello 0,4% su base annua, dovuta alla prosecuzione degli interventi già avviati e alla forte flessione rilevata nell’erogazioni di nuovi mutui per investimenti in edilizia non residenziale, accanto all’elevata incertezza che domina il contesto economico italiano.

In merito al comparto delle opere pubbliche la stima Ance per il 2020 è di un aumento del 4% nel confronto con il 2019.

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Giornalista della redazione di BIMportale, professionista della comunicazione e del marketing per il settore AEC – Architetture Engineering & Construction. Ha lavorato per molti anni nell’editoria B2B dirigendo una delle principali testate specializzate per l’industria delle costruzioni, per la quale è stato autore di numerosi articoli, inchieste e speciali. Durante questa lunga esperienza editoriale ha avuto modo di vivere e monitorare direttamente l’evoluzione del settore e la sua continua trasformazione, lavorando a stretto contatto con i principali protagonisti del mercato: imprese edili, progettisti, committenti, produttori. Su tali premesse nel 2007 ha fondato l’agenzia di comunicazione e marketing Sillabario, che si occupa delle attività di comunicazione e ufficio stampa di importanti marchi industriali del settore delle costruzioni.