Marco Gallozzi: la metodologia BIM è una rivoluzione

Marco Gallozzi, ingegnere, è oggi BIM Coordinator per la società di Ingegneria Manens-Tifs ma il suo percorso professionale lo ha visto approfondire la conoscenza del BIM all’estero dove ha avuto modo di comprendere i diversi approcci a questa metodologia.

Quale è stato il suo percorso professionale fino a diventare BIM Coordinator?
Il mio è stato un percorso anche geografico, un viaggio tra vari paesi alla scoperta di come, la stessa metodologia, sia stata affrontata e “risolta” in maniere differenti.
Nel 2009 mi avvicino alla metodologia BIM a Roma realizzando un progetto per una multimediateca. Spinto dalla voglia di approfondire, decido di preparare le valigie per scoprire come il BIM stesse riscrivendo i processi nelle società estere.
Il primo step è il trasferimento in Catalogna, comunità autonoma che ha fatto da apripista per questa metodologia in Spagna e dove il BIM era in un momento di grande fermento. A Barcellona ho conseguito un Master in progettazione BIM che mi ha impartito una formazione non solo accademica, ma soprattutto pratica e questo mi ha aiutato molto nel mio lavoro. Qui inoltre ho lavorato a un cantiere BIM per una prestigiosa società di costruzioni spagnola.
Dall’Europa al Medio Oriente: un’ulteriore tappa di questo viaggio è stato il mio trasferimento in Qatar per lavorare al Doha Metro Project. Qui ho avuto modo di lavorare in un clima internazionale dove ho fatto il mio percorso da BIM Specialist fino a muovere i primi passi da BIM Coordinator andando ad approfondire in particolare gli aspetti legati al mondo MEP e al Project Management.
Nel 2017 il mio lavoro mi riporta in Italia dove tuttora opero in qualità di BIM Coordinator per la società di ingegneria Manens-Tifs, società specializzata nella progettazione e direzione lavori impiantistica. Grazie a quest’ultima ho lavorato ad altri progetti internazionali per committenti negli UK ed in Arabia Saudita confrontandomi con colleghi e standard di ulteriori paesi.

Quali sono le caratteristiche principali della sua figura professionale?
La trasversalità. Le mie giornate sono estremamente variegate occupandomi di pianificazione delle attività, gestione del rapporto con clienti e consulenti, assistenza tecnica BIM, studio dei documenti contrattuali, gestione delle risorse, creazione di documenti operativi ed infine anche un po’ di sperimentazione.

Come opera quotidianamente con quali strumenti e con quali obbiettivi?
L’obiettivo è quello di realizzare i progetti nei tempi/costi stabiliti rispettando le aspettative del cliente. Mi piace ottimizzare il workflow con l’intento di ridurre i tempi e mitigare i rischi. Sono dell’idea che il brainstorming prima di dare il via ad una serie di attività può far risparmiare soldi e tempo oltre che migliorare la qualità del lavoro delle persone coinvolte. Per una corretta gestione del dato e per la qualità dei modelli BIM utilizzo Revit, Navisworks e Dynamo. Per il tracciamento delle attività mi avvalgo di strumenti “agili e lean” per il project management.

In che modo viene utilizzata la metodologia BIM nella vostra azienda?
La metodologia BIM è stata adottata dall’azienda come strumento per aumentare la qualità del progetto, efficientare i processi e migliorarne il controllo. Viene utilizzata in fase di progettazione, revisione, computazione ed end-delivery. L’intero processo inoltre è codificato in documenti societari denominati “BIM Design Criteria” atti alla standardizzazione del know-how BIM aziendale e alla condivisione delle Best practice e delle lesson-learnt.

Mi può parlare di un suo progetto realizzato con metodologia BIM?
In questo momento sto ultimando il coordinamento di un progetto impiantistico di circa 160.000 metri quadrati di un importante edificio ad uso direzionale amministrativo a Riyadh, in Arabia Saudita. Le dimensioni del progetto hanno richiesto il coinvolgimento di più team dislocati in due sedi diverse, per questo si è utilizzato uno strumento CDE/ACDat (Common Data Evironment/Ambiente Condivisione Dati) di ultima generazione che ci ha consentito di lavorare in maniera sincrona ed ottimizzata evitando la duplicazione dei dati e migliorando l’efficienza.
Su questo progetto si è scelto di utilizzare inoltre degli strumenti provenienti dalla metodologia Agile e Lean (tra cui una bacheca Kanban in formato digitale) per gestire al meglio i rischi connessi all’integrazione e conseguenzialità dei task tra i vari team.
A mio avviso, l’integrazione tra le metodologie BIM, Agile e Lean, ha permesso di raggiungere un livello elevato di digitalizzazione del processo di progettazione. La bacheca Kanban digitale, unitamente all’utilizzo del CDE/ACDat, infatti, ha consentito di tracciare in maniera efficace tutte le attività, le informazioni e le “issues“ legate al progetto, ottimizzando le attività di coordinamento e controllo e riducendo al contempo i rischi tipici di un progetto di queste dimensioni come rework e perdita di dati.

Quali sono secondo lei le prospettive future del BIM in Italia?
Rispetto ad altri paesi noto che il BIM in Italia sta percorrendo una strada differente seppur si sta giungendo a step intermedi simili. Il suo processo di adozione è comunque ancora in fase embrionale. Noto spesso la mancanza di esperienza nei committenti e ciò a mio avviso ha un risvolto per loro pericoloso. La metodologia BIM è una rivoluzione che offre grandi vantaggi ma necessita una reale esperienza nei suoi processi per ottenere i risultati desiderati e non avere spiacevoli sorprese.
Oltre alle varie novità tecnologiche che avremo a disposizione nel futuro, quello che continuerà ad essere il fulcro di questa metodologia, è il concetto di database, inteso però come unico ed in termini più ampi di quelli attuali. Credo che il BIM si sposerà bene all’open-source. Attualmente siamo abbastanza vincolati all’utilizzo di determinati software ma con l’utilizzo di formati aperti sarà possibile favorire un maggiore utilizzo di competenze diverse e il libero studio. Il formato aperto inoltre potrà consentire alle società di proteggere il loro know-how in maniera più agevole.
Personalmente, infine, credo che la metodologia BIM continuerà a evolversi andando a toccare ulteriori settori non direttamente afferenti a quello delle costruzioni.

 

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Giornalista professionista della redazione di BIMportale, dopo i primi anni a rincorrere notizie di cronaca e attualità ha deciso di fermarsi per seguire più da vicino il mondo dell’architettura e del design. Collabora con diverse testate di questo settore alla ricerca di progetti e realtà da raccontare e descrivere con una particolare attenzione alle idee più innovative approfondendo anche tematiche legante al rispetto dell’ambiente e alle fonti rinnovabili.